| Indicazioni per i Genitori |
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Dai primi segnali alla diagnosi, per capire come gestire il tutto alla luce di questa nuova consapevolezza. Vediamo nel dettaglio cosa possono fare i genitori attraverso questa piccola guida creata dalla nostra Associazione.
INDICAZIONI PER GENITORI:
SEGNALI DI POSSIBILE D.S.A. Qualora un bambino dovesse presentare uno o più di questi segnali potrebbe essere utile fare un’indagine più approfondita, in quanto possono essere indicatori di dislessia o di altro genere di problematiche comunque da non sottovalutare.
CARATTERISTICHE PERMANENTI Alcune peculiarità dei dislessici possono essere presenti fin dalla prima infanzia e persistere in età adulta. Come ad esempio :
SEGNALI PRESCOLARI
SEGNALI NEL PERIODO DELLA SCUOLA ELEMENTARE
DALLE MEDIE IN AVANTI Oltre a ciò che viene segnalato per il ciclo delle elementari si devono aggiungere nuovi aspetti:
ARRIVARE ALLA DIAGNOSI Arrivare alla diagnosi non sempre è facile. A volte la scuola o la famiglia non si rendono conto delle difficoltà dell’alunno confondendole con pigrizia o svogliatezza; a volte è proprio l’alunno che esprime le proprie perplessità sul suo essere “diverso” rispetto ai compagni.La diagnosi deve essere fatta da specialisti che si occupino di D.S.A e che seguano le indicazioni e i criteri della CONSENSUS CONFERENCE, un accordo nato nel 2007 tra l’ASSOCIAZIONE ITALIANA DISLESSIA e varie società scientifiche ed associazioni e che fissa le linee guida per DEFINIZIONE, CRITERI DIAGNOSTICI ED EZIOLOGIA. A fronte di una diagnosi che certifichi la presenza di uno o più DSA e ne quantifichi il livello di serietà del disturbo, la famiglia deve richiedere una relazione scritta. Essa servirà alla famiglia, oltre che per comprendere le dinamiche che intercorrono in un bambino con DSA anche per comunicare con la scuola, per ottenere gli aiuti economici posti in atto dalle varie regioni per l’acquisto di ausili informatici e non, per presentarla ad ogni controllo successivo o per organizzare un intervento specialistico (logopedico, pedagogico, psicologico, ecc) qualora lo si ritenga utile e necessario. La diagnosi permette alla famiglia e, soprattutto al soggetto interessato, di identificare il problema e di cominciare ad affrontarlo con i giusti mezzi. Dalla dislessia non si guarisce perché non è una malattia, ma è importante sapere che si può compensare il disturbo; pertanto è consigliabile ripetere la diagnosi ad ogni cambio di ciclo scolastico e in vista degli esami finali del ciclo di studi.
LA SCUOLA DA INFORMARE Generalmente lo specialista che ha stilato la diagnosi si mette a disposizione per aiutare la famiglia a comunicare i risultati dei test specifici alla scuola.Esso oltre a presentare la diagnosi, spiegherà quali sono le dinamiche da attuare in classe e consiglierà sull’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi. Purtroppo questa comunicazione tra specialista e scuola a volte non avviene quindi abbiamo pensato sia giusto darvi qualche consiglio sul da farsi:
(Potete trovare dei fac simili di lettere cliccando qui) Nella scelta della scuola da far frequentare al proprio figlio sarebbe opportuno informarsi sempre con anticipo su come la scuola prescelta intenda rapportarsi o già si rapporta con alunni con DSA. Tali informazioni si possono evincere dal P.O.F. (piano dell’offerta formativa) della scuola, ma qualora non ci fosse menzione alla dislessia allora è sempre bene chiedere colloquio con la dirigenza e cercare di avere quante più informazioni possibili. Il genitore dovrebbe mantenere per tutto il corso di studi un rapporto di comunicazione continua con la scuola cercando anche di essere propositivo su come aiutare il proprio figlio e dando informazioni su quali strumenti siano più confacenti al figlio. La diagnosi descrive le difficoltà del figlio e da dei suggerimenti di carattere generale ma solo il genitore, con l’aiuto degli insegnanti, può comprendere fino in fondo cosa sia meglio per il proprio figlio. A tal proposito sarebbe opportuno ad inizio anno richiedere un incntro con il Consiglio di Classe ove la famiglia informera' tutti i docenti circa il metodo di studio del figlio, le capacita' e le difficota', cosi' da agevolare la stesura del Piano Didattico Personalizzato.
Il P.D.P Il consiglio di classe secondo al normativa deve stilare il PDP per ogni alunno che abbia la diagnosi di DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO entro il primo trimestre. Il genitore, qualora avesse necessità o volesse comprendere che tipo di interventi sta attuando la scuola nei confronti del figlio, ha il diritto di richiedere copia sia del P.D.P. che dei verbali dei consigli di Classe, attraverso una comunicazione scritta che avrà come oggetto: DOMANDA DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Legge 7/8/1990 n° 241, D.P.R. 27/6/1992 n°352, Provvedimento 5/9/1995 del Pres. Della Repubblica, G.U. del 12/9/1995 n°213 (generalmente tale richiesta puo' essere inoltrata alla scuola dal mese di novembre).
MIO FIGLIO E' DISLESSICO: CONSIGLI PER I GENITORI Una volta dato un nome al problema di fronte alla diagnosi di dislessia molti genitori si chiedono come poter aiutare il proprio figlio a raggiungere la piena autonomia di cui ha bisogno per riacquistare fiducia in se stesso. Nel corso degli anni le conoscenze sempre più approfondite e l’esperienza di chi ci è già passato hanno reso possibile stilare una sorta di consigli utili di seguito elencati. 1. In primo luogo dovete prendere coscienza del fatto che vostro figlio è dislessico e che ciò non è colpa vostra o della scuola ne tantomeno del bambino stesso. La dislessia è caratteristica come può essere il colore degli occhi. Accettatela e cercate di cogliere gli aspetti positivi per affrontarla al meglio. 2. Vostro figlio è la prima persona che sa di avere una particolarità quindi parlatene con lui, chiedete il suo stato d’animo le sue sensazioni e aiutatelo a capire le sfaccettature della dislessia così da permettergli di prendere consapevolezza e aiutatelo a acquisire sempre più autonomia. 3. Anche se tuo figlio è dislessico questo non significa che non gli piace la lettura. E’ importante leggergli spesso libri di narrativa e di vario genere così da aiutarlo ad arricchire il suo vocabolario ma anche a poter interagire con i suoi coetanei sugli stessi argomenti di loro interesse. Se non puoi leggere tu per lui esistono gli audiolibri e i libri in formato digitale che sopperiscono alla mancanza di tempo che spesso ci assilla. 4. Quando leggete non fatelo considerando vostro figlio uno spettatore passivo, ma rendetelo partecipe e coinvolgetelo nella lettura leggendo insieme. 5. Il bambino dislessico è molto curioso quindi cercate di parlare con lui il più spesso possibile e affrontate qualsiasi tipo di argomento questo gli permetterà di soddisfare la sua curiosità e di sentirsi sempre partecipe alla vita di famiglia come persona rilevante e che può dare il proprio contributo. Questo è molto importante per il suo sviluppo psicologico e per l’acquisizione della sua autostima.
6. Nel gioco con vostro figlio privilegiate i giochi di carte, o da tavalo come ad esempio monopoli, memory, puzzle etc.. Essi aiutano a sviluppare la concentrazione e a mantenere l’attenzione. Sono bambini molto creativi e fantasiosi quindi permettetegli di giocare con pongo, plastilina, colla, etc.. li aiuterete a sviluppare la manualità fine. Non trascurate le rime, le filastrocche, le canzoni esse permettono di allenare la memoria.
7. Nel guardare la televisione siate sempre insieme a vostro figlio e commentate ciò che vedete. 8. Cercate di mettere in risalto la capacità e le qualità di vostro figlio, promuovete attività dove eccelle. Cercate sempre di mostrargli i suoi punti di forza.
IN CHE MODO POSSIAMO AIUTARE NOSTRO FIGLIO CON LA SCUOLA? Il bambino dislessico va aiutato a imparare ad organizzarsi e a trovare la propria autonomia così da non dover dipendere da nessuno. In che modo possiamo arrivare all’autonomia?
Il bambino dislessico ha bisogno di essere organizzato e di avere i momenti della giornata programmati e scanditi secondo una routine. Sarebbe utile creare un cartellone da appendere nel luogo dedicato ai compiti dove giorno per giorno vengono inseriti e programmati i momenti di studio alternati a quelli di riposo o di attività extrascolastiche. Il luogo dedicato allo studio dovrebbe essere il più possibile privo di distrazioni e tutto il necessario per il momento dei compiti dovrebbe essere a portata di mano (calcolatrice, penne, matite, pennarelli, quaderni, etc…) Il dislessico si stanca molto facilmente quindi è opportuno frazionare molto lo studio con pause di almeno 10 minuti. La lettura è importante ma per evitare frustrazione e stanchezza mentale si può leggere per lui o procurargli audiolibri.
Il carico di compiti spesso spaventa e avvilisce il bambino dislessico, è importante che egli possa sentirsi libero di lavorare al meglio e con tranquillità, per fare ciò dovete suddividere i compiti per carico ed impegno, ad esempio suddividere esercizi di matematica in 2 momenti separati e inserire qualche cosa di più semplice fra i due momenti. In ogni caso il bambino dislessico ha diritto ad avere una riduzione dei compiti a casa, l’importante è la qualità e non la quantità. Leggetegli le consegne e assicuratevi che abbia compreso le richieste e per esercizi più complessi affiancatevi a lui eseguendoli insieme. Aiutate il bambino ad utilizzare gli strumenti in suo possesso come ad esempio l’uso del PC per la produzione scritta o la costruzione di mappe mentali e concettuali nello studio. Incoraggiatelo e gratificatelo per l’impegno profuso. Aiutatelo nella formulazione del pensiero prima di passare alla vera e propria stesura.
L’uso del computer nella presentazione dei compiti può fare una grossa differenza nella valutazione finale. Il computer permette di scrivere utilizzando il correttore ortografico e quindi di concentrarsi solo sulla costruzione del pensiero. Inoltre oggi ci sono anche software per la sintesi vocale e i libri scolastici in formato digitale pertanto la lettura è demandata al computer e in internet ci sono molti software e siti utili per molte discipline di ogni ordine e grado scolastico. Non cercate di essere l’insegnante di vostro figlio ma piuttosto aiutatelo a promuovere la propria autonomia, questo farà di lui una persona che acquisterà sempre più fiducia in se stesso. Ricordatevi che noi siamo in primo luogo i genitori dei nostri figli e che dobbiamo cercare di vivere con loro del tempo di qualità. Avere e crescere un figlio dislessico può essere una bella sfida e se presa nel verso giusto ci porterà a scoprire un mondo nuovo fatto di tanta creatività e ingegno. |

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