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Individuazione precoce

 

 

 

 

Quando si parla di Disturbo Specifico dell’Apprendimento l’imperativo categorico per un intervento riabilitativo è la precocità. Ma la realtà è spesso il suo contrario: il ritardo. Ci riferiamo a quella circostanza che si realizza frequentemente per cui un bambino approda a una diagnosi (e quindi a un trattamento) quando ormai le difficoltà si sono consolidate, a volte anche accentuate.

E' importante sapere che gli apprendimenti scolastici (e non solo!) dipendono sempre da altri precedenti: se un bambino non automatizza gli strumenti di base (lettura, scrittura e calcolo), sarà più faticoso acquisire abilità più complesse, che implicano l’integrazione di capacità più semplici, ma propedeutiche. Con il passare del tempo, se non si interviene potenziando le basi della conoscenza e dell'apprendimento potrà accadere che aumenti la differenza fra le sue competenze e quello che ci si attende per la sua età e la classe che frequenta.

La conseguenza di tale lacuna nell'apprendimento può condurre a ripetuti insuccessi scolastici, a generare un senso di bassa autostima, a sentire demotivazione allo studio e a vivere l'emarginazione rispetto al gruppo classe.

Numerosi studi hanno evidenziato come la precocità della diagnosi e dell’intervento riabilitativo giochino un ruolo positivo nel determinare il complessivo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo del bambino. Infatti prima si identifica la difficoltà e prima si può intervenire riducendone l'entità, grazie all’utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative all'interno di una didattica personalizzata e individualizzata.

 

Ma come si possono identificare precocemente le difficoltà scolastiche e i DSA?

Genitori e insegnanti possono avere un ruolo fondamentale nell'individuazione precoce grazie all'osservazione di quelli che sono i "campanelli d'allarme" di un Disturbo dell’Apprendimento.

Innanzitutto la familiarità: un’anamnesi familiare positiva, il che significa che in famiglia ci sono o ci sono stati altri casi di difficoltà scolastiche, anche misconosciuti o etichettati come svogliatezza, pigrizia.
Sono campanelli d’allarme anche pregresse difficoltà linguistiche, motorio-prassiche, uditive e visuo-spaziali. In particolare, per quanto riguarda il linguaggio, il ruolo che la fonologia gioca nell’avvio degli apprendimenti è cruciale.

Nel corso dell’ultimo anno della scuola materna i bambini acquisiscono la consapevolezza fonologica. La capacità di riconoscere la differenza tra parole che si assomigliano (palla e balla, muro e mulo), di identificare il suono con cui iniziano o finiscono le paroline (“Mano inizia come il mio nome, Martina!” “Vaso fa rima con Tommaso!”) fino a manipolarle togliendone o spostandone pezzetti (se scambio le iniziali di coro e tane diventano toro e cane).
Spesso sono bambini "a rischio di DSA" gli alunni che, alla fine della prima elementare, sono ancora significativamente lenti nella lettura, non riconoscono le letterine, non associano i suoni alle lettere corrispondenti, non controllano le sillabe e non hanno acquisito la scrittura in stampatello. In ambito matematico invece, possono non riconoscere a colpo d’occhio piccole quantità (fino a tre), non leggono e scrivono i numeri entro il dieci e non risolvono calcoli entro la decina, anche con l’aiuto delle dita, dei pennarelli o di altro materiale concreto.

Anche se si tratta di una difficoltà dell'apprendimento, destinato a evolvere spontaneamente e positivamente, se non si interviene può intralciare l’avvio degli apprendimenti. Se tali difficoltà confermano invece un conclamato disturbo, averle affrontate tempestivamente garantirà una maggiore efficacia del trattamento.

Un'azione fondamentale per l'individuazione precoce degli alunni a rischio di DSA è quella dell'attività di screening, che è possibile effettuare a partire dai 4 anni e mezzo. Grazie a questa attività di individuazione precoce, effettuata da specialisti esperti di DSA, è possibile idenficare quali bambini mostrano delle difficoltà nei precursori dell'apprendimento e attivare degli interventi didattici che hanno lo scopo di potenziare tali abilità.