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Piemonte

CIRCOLARE REGIONALE. nr. 326 Torino, 30 ottobre 2009

Circ. Reg. nr. 326 Torino, 30 ottobre 2009

 

Ai Dirigenti scolastici degli Istituti di ogni ordine e grado,

statali e paritari

e p.c. ai Dirigenti e Funzionari reggenti

degli Uffici Scolastici Provinciali

Regione Piemonte

 

OGGETTO: Disturbi Specifici di Apprendimento

 

I Disturbi Specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, normalmente indicati come DSA) sono problemi con cui le scuole sempre più si devono confrontare. Aumentano i casi certificati da diagnosi specifica, e da più parti viene sollevato il problema affinché nelle scuole vengano utilizzati strumenti compensativi ed attuate misure adeguate a consentire ai ragazzi il superamento delle difficoltà che presentano nella lettura, nella scrittura e talvolta nel processo di calcolo.

L'utilizzo delle misure compensative e dispensative è ribadito da alcune note ministeriali e dalle disposizioni per lo svolgimento degli esami conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, emanate ogni anno scolastico. Si richiamano di seguito le più recenti, senza dimenticare l' art 4 (autonomia didattica) del Regolamento dell'autonomia scolastica (DPR 275/1999), che dispone che le istituzioni scolastiche "Individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale...".:

 

  • Nota MIUR n. 4099 del 5.10.2004
  • Nota MIUR n. 26 del 5.01.2005
  • C.M. MIUR n. 1787 dell'1.03.2005
  • Nota MIUR n. 4798 del 27.07.2005
  • Legge Regionale n. 28 del 28.12.2007 "Norme sull'istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa"
  • Nota MIUR n. 4600 del 10 maggio 2007 - Precisazioni a Circolare n. 28 del 15 marzo 2007 sull'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie per l'anno scolastico 2006-2007
  • Nota MIUR n. 4674 del 10/05/2007 - Alunni con disturbi di apprendimento - Indicazioni operative in merito all'utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative per gli alunni con disturbi di apprendimento
  • indicazioni per il curricolo - D.M. 31 luglio 2007 e direttiva del 3 agosto 2007
  • Legge n. 169 del 30 ottobre 2008 - "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università"
  • C.M. n. 100 dell'11 dicembre 2008
  • C.M. n. 4 del 16 gennaio 2009 (orari settimanali e inglese potenziato)
  • C.M. n. 10 del 23 gennaio 2009
  • O.M. n. 40 dell' 8 aprile 2009, art. 12, comma 7, Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato
  • C.M. n. 51 del 20 maggio 2009, sezione "particolari categorie di candidati"
  • Nota MIUR n. 5744 del 28 maggio 2009 - Anno scolastico 2008/2009 - Esami di Stato per gli studenti affetti da disturbi specifici di apprendimento - DSA
  • DPR n. 122 del 22 giugno 2009 - regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni, art.10 valutazione degli alunni con DSA

 

 

A seguito dell'approvazione della legge regionale 28/2007 , la Regione Piemonte e l'Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte hanno attivato un tavolo tecnico composto da funzionari degli Assessorati regionali Istruzione, Sanità e Servizi Sociali, dell'USR Piemonte e dell'Associazione Italiana Dislessia (AID), per affrontare congiuntamente il problema dei DSA , al fine di evitare inutili sovrapposizioni e per non disperdere eventuali esperienze positive già in atto nelle scuole.

Dal tavolo tecnico sono emerse indicazioni atte a garantire agli studenti il diritto all'istruzione e ad apportare, ove necessario, gli eventuali e necessari supporti . Alcuni suggerimenti operativi, sottoposti all'approvazione del GLIR (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale), sono stati riuniti nel documento tecnico allegato alla presente circolare.

 

L'Assessorato alla Sanità , inoltre, conseguentemente ad uno studio relativo al percorso clinico nell'ambito dei disturbi dell'apprendimento , ha prodotto un documento di raccomandazione distribuito a tutte le ASL con nota prot. 26928 del 13.7.2009 che ha come obiettivo l'applicazione della raccomandazione su tutto il territorio regionale per garantire l'equità di accesso e trattamento della popolazione interessata.

 

I lavori del tavolo hanno evidenziato l'esigenza di affiancare al piano personalizzato, una scheda tecnica su cui registrare sinteticamente il percorso specifico predisposto per ogni alunno con DSA.

La scheda tecnica, allegata alla presente circolare, va compilata a cura del Consiglio di Classe e conservata come documentazione curricolare dell'alunno.

Si precisa al riguardo che, a richiesta della famiglia, copia della scheda dovrà essere consegnata ai genitori per essere utilizzata come documentazione, insieme alla diagnosi, per poter accedere al beneficio della maggiorazione dei contributi per borse di studio e assegni di studio previsti dalla Legge Regionale n. 28/2007-artt. 11 e 12.

 

IL DIRETTORE GENERALE L'ASSESSORE ALL'ISTRUZIONE

Francesco DE SANCTIS Giovanna PENTENERO

 

Per scaricare il formato Pdf dell'allegato tecnico accedere all'area dedicata o cliccare qui.

Per scaricare il formato Pdf del modulo accedere all'area dedicata o cliccare qui.

 

 

 

CIRCOLARE REGIONALE PIEMONTE n. 347 del 16 settembre 2011
 

Prot. n.9176/U/A36b Circ. Reg. n. 347 Piemonte

Torino, 16 settembre 2011

Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado statali e paritarie del Piemonte

e p.c. Ai Dirigenti e ai Reggenti degli Ambiti Territoriali del Piemonte

Si segnala che il MIUR, al fine di dare attuazione alle norme previste dalla Legge 170/2010, ha emanato il relativo decreto attuativo (n. 5669). Contestualmente sono state pubblicate le Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, allegate al DM 12 luglio 2011, che forniscono indicazioni su diversi aspetti del problema:

 i Disturbi Specifici di Apprendimento,

 l’osservazione in classe dei vari ambiti di apprendimento interessati dal disturbo (lettura, scrittura, calcolo),

 la didattica individualizzata e personalizzata,

 la didattica adeguata agli alunni con DSA,

 la dimensione relazionale,

 compiti e funzioni,

 la formazione

con l’intento di garantire e promuovere il successo formativo di alunni e studenti con DSA.

Si raccomanda, pertanto, l’utilizzo delle Linee Guida (allegate alla presente comunicazione) per facilitare l’attuazione di mirati interventi pedagogico-didattici e attivare adeguate modalità di valutazione.

Si ritiene inoltre opportuno diramare la determinazione n. 547 del 21 luglio 2011 della Regione Piemonte – Direzione Sanità – che detta puntuali chiarimenti in merito alla validità delle diagnosi rilasciate ad alunni con DSA:

“ .... per quanto stabilito dalla L. 170/2010 e dalle DD.GG.RR. n. 34-13176 del 1 febbraio 2010, n. 18-10723 del 9 febbraio 2009 e n. 13-10889 del 2 marzo 2009 e dalla raccomandazione su “Disturbi Specifici dell’Apprendimento” predisposta dalla Regione Piemonte e inviata a tutte le ASR in data 13/07/2009 le UMVD minori hanno il compito di vigilare sulla correttezza e completezza del percorso clinico che ha portato alla formulazione della diagnosi di DSA.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte Via Pietro Micca 20 - 10122 Torino Ufficio VI – Diritto allo studio e comunicazione Dirigente Stefano Suraniti

Rif.: Concetta Mascali Tel 011 5163605 fax 011 5163658 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.piemonte.istruzione.it

La documentazione necessaria per formulare la diagnosi di DSA deve essere sufficientemente recente e compatibile con la modificabilità del disturbo nel tempo e tenere conto delle indicazioni cliniche e scientifiche attuali:

 Valutazione delle competenze cognitive con scale standardizzate che dimostrino il Q.I. nella norma.

 Esclusione della presenza di patologie o anomalie sensoriali, neurologiche, cognitive e di gravi psicopatologie valutata attraverso test standardizzati e validati dalla comunità scientifica.

 Presenza delle seguenti valutazioni:

 per la dislessia: parametro di velocità di lettura di parole, non-parole, brano (valore

espresso in sillabe/sec.) – prestazione inferiore a -2D.S., parametro di correttezza di

lettura di parole, non parole, brano – prestazione inferiore al 5° percentile;

 per la disortografia: parametro di correttezza della scrittura di parole, non parole,

frasi omofone o brano – prestazione inferiore al 5° percentile;

 per la disgrafia: parametro di fluenza di scrittura – prestazione inferiore a -2D.S., e

analisi qualitativa della postura, impugnatura e caratteristiche del segno grafico;

 per la discalculia: parametri di correttezza e velocità delle componenti di cognizione numerica, procedure esecutive e abilità di calcolo – prestazione inferiore

a -2D.S. dalla fine della 3^ scuola primaria”.

Si prega di diffondere l’informazione agli insegnanti e alle famiglie, al fine di favorire la collaborazione e l’applicazione tempestiva di strategie didattiche che “potranno favorire il successo scolastico e ridurre i disagi relazionali ed emozionali”.

IL DIRIGENTE Linee Guida Stefano Suraniti

 
Per scaricare il formato Pdf della circolare n. 347 accedere all'area dedicata o cliccare qui.


 

REGIONE PIEMONTE BU9 27/02/2014

Deliberazione della Giunta Regionale 4 febbraio 2014, n. 16-7072

Legge 170/2010 "Nuove norme in materia di disturbi specifici dell'apprendimento in ambito scolastico"; recepimento dell'accordo Stato/Regioni del 25 luglio 2012; approvazione schema di protocollo di intesa con l'Ufficio Scolastico regionale. Attuazione D.G.R. n. 25-6992 del 30.12.2013, Azione 14.4.6 recante "Assistenza territoriale a soggetti minori".

Ritenuto di approvare un percorso finalizzato alla certificazione che individui modalità uniformi su tutto il territorio regionale relative al processo di diagnosi e certificazione diagnostica dei soggetti sospetti di Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche (DSA) in linea con le indicazioni normative sopracitate che modifichi quanto precedentemente definito con le DD.G.R. n.18-10723 del 9 febbraio 2009, n. 13-10889 del 2 marzo 2009 e n. 34-13176 del 1 febbraio 2010 e con la raccomandazione sui Disturbi Specifici di Apprendimento inviata alle ASR in data 13 luglio 2009.

 

Ritenuto di approvare il protocollo di intesa tra la Regione Piemonte, Assessorati alla Tutela della Salute e Sanità, Edilizia sanitaria, Politiche sociali e per la Famiglia, all’Istruzione, Sport e Turismo ed alla Formazione Professionale e Lavoro e l’Ufficio Scolastico Regionale, Allegato 1) alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale, che recepisce l’accordo Stato/Regioni sopra citato del 25 luglio 2012 e definisce il percorso sopra indicato.

 

Dato atto che in data 18/01/2013 prot 546/U è stato costituito presso l’Ufficio Scolastico Regionale un gruppo di lavoro composto di rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Regionale e della Regione, Direzioni Sanità, Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro ed Università degli Studi di Torino che ha provveduto a predisporre una scheda di collaborazione scuola – famiglia. La scheda costituisce uno strumento didattico-pedagogico per favorire i processi di apprendimento e di partecipazione per gli alunni con difficoltà scolastiche e per rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia (come indicato dall’ Art. 2 comma 1 del DM 5669/2011 e dal D.M. 297 del 17/04/2013).

 

In particolare, la scheda consente le seguenti azioni didattico-pedagogiche:

 

1) l’ osservazione per facilitare la riflessione sui tipi di “difficoltà scolastiche” che può incontrare un singolo alunno/a

2) l’attivazione, in accordo con la famiglia, di azioni di recupero e potenziamento delle abilità scolastiche strumentali e la descrizione degli esiti del potenziamento attivato (parte A);

3) la compilazione della parte B “Descrizione delle significative difficoltà persistenti dopo l’intervento di potenziamento effettuato” (selezionando gli ambiti ritenuti specifici per l’alunno)

 

Qualora per l’alunno/a si presentino difficoltà scolastiche, la scuola, in accordo con la famiglia, definisce le necessarie azioni di recupero e potenziamento delle abilità scolastiche strumentali. La scheda, pertanto, descrive le azioni di recupero e potenziamento scolastico e le difficoltà nell’apprendimento delle abilità scolastiche strumentali, facilita la riflessione sui tipi di “difficoltà scolastiche” che può incontrare un singolo alunno/a e rende maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia. Essa, infatti è condivisa e consegnata alla famiglia.

 

Se, nonostante le azioni di recupero e potenziamento (indicate dalle Linee Guida sui DSA del MIUR) persistono significative difficoltà nell’apprendimento delle abilità scolastiche strumentali, gli insegnanti, a partire dal secondo quadrimestre del secondo anno della scuola primaria in poi, in accordo con la famiglia, compileranno la parte B della scheda di collaborazione. La scheda è consegnata alla famiglia.

 

La presentazione della scheda da parte della famiglia all’ASL di residenza garantisce che, entro 6 mesi il Servizio Sanitario Regionale avvii e completi il percorso diagnostico e di certificazione, come previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 25/07/12. La “Scheda di collaborazione scuola – famiglia descrittiva delle abilità scolastiche” è allegata (Allegato 2) al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale.

 

La scheda suddetta va utilizzata esclusivamente per descrivere gli alunni che frequentano la scuola primaria (dal secondo al quinto anno).

 

Dato atto che il suddetto gruppo di lavoro ha elaborato anche la scheda Allegato 3), quale strumento di collaborazione tra istituzioni scolastiche e famiglia per la scuola secondaria di primo e secondo grado e per le istituzioni formative del sistema IeFP, al fine di: a) nel caso di un allievo/a già certificato con Disturbo Evolutivo delle Abilità Scolastiche (DSA), la scheda costituisce:

 

- uno strumento di condivisione sull’andamento scolastico, da utilizzarsi per il passaggio da un ordine di scuola all’altro (ad esempio, gli insegnanti dell’ultimo anno della scuola primaria potranno compilarla a favore dei futuri docenti della scuola secondaria di primo grado ed i docenti della scuola secondaria di I grado la compileranno a favore dei colleghi della scuola secondaria di II grado o delle istituzioni formative del sistema IeFP), finalizzata ad evidenziare gli interventi pedagogico-didattici della scuola di provenienza e le abilità scolastiche acquisite dall’allievo/a con Disturbi evolutivi delle abilità scolastiche (DSA);

 

- uno strumento per evidenziare gli interventi pedagogico-didattici della scuola di provenienza e le abilità scolastiche acquisite dall’allievo/a con Disturbi evolutivi delle abilità scolastiche (DSA) al fine di richiedere il rinnovo della certificazione diagnostica di DSA (non prima di tre anni dalla precedente).

 

b) nel caso di un allievo con difficoltà scolastiche, frequentante la scuola secondaria o le Istituzioni Formative del Sistema IeFP, la scheda costituisce uno strumento didattico-pedagogico per favorire i processi di apprendimento e di partecipazione e per rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia (come indicato dall’ Art. 2 comma 1 del DM 5669/2011 e D.M. 297 del 17/04/2013).

 

In particolare, la scheda consente di documentare il percorso personalizzato attivato dalla scuola (PARTE A) e di descrivere le abilità scolastiche (PARTE B). La scheda compilata sarà condivisa e consegnata alla famiglia.

 

Le schede 2 e 3 non costituiscono attività di screening (Legge n. 21/07 Regione Piemonte): esse sono uno strumento personalizzato didattico-pedagogico per favorire i processi di apprendimento e di partecipazione per gli alunni con difficoltà scolastiche e per rendere maggiormente funzionale la comunicazione tra la scuola e la famiglia.

 

Ritenuto che presso ogni ASL debba essere istituito, con specifico provvedimento, il Gruppo Disturbi Specifici di Apprendimento (GDSAp), composto dai seguenti profili professionali: neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva che lavorano secondo il principio dell’integrazione multi-professionale (con superamento della logica della consulenza tra professionisti) e concorrono alla formulazione della diagnosi ciascuno per quanto di competenza. Ogni ASL valuta se istituire anche più GDSAp qualora l’ambito territoriale fosse troppo esteso (p.e. uno per ogni distretto).

 

Presso ogni GDSAp verrà individuata la figura del responsabile/coordinatore (neuropsichiatra o psicologo) con il compito di: 1. accogliere e registrare le schede di collaborazione (Allegati: 2-3) che costituiscono il presupposto per garantire l’avvio dell’iter diagnostico (o rivalutazione);

 

2. garantire l’avvio ed il completamento dell’iter diagnostico e di certificazione entro i 6 mesi previsti dall’accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 (art. 1 comma 4); 3. acquisire la competenza precedentemente attribuita all’ UMVD minori relativamente alle diagnosi formulate da professionisti sanitari privati di fiducia della famiglia secondo le indicazioni contenute nella DD n. 547 del 21 luglio 2011.

 

Il GDSAp valuta altresì completezza e coerenza della documentazione relativa ai maggiorenni con sospetto DSA e redatta da operatori privati o pubblici dell'età adulta, e conseguentemente rilascia la certificazione. In ogni ASL va pertanto individuato il professionista che ha competenza sull'età adulta (psicologo/psichiatra con competenze in neuropsicologia) che integrerà il GDSAp per quanto di competenza.

 

In difetto della presentazione degli allegati 2 e 3 non sarà possibile l’avvio del percorso diagnostico e di certificazione con le modalità precedentemente indicate.

 

Ritenuto di demandare a successivo provvedimento della Direzione Sanità la definizione di un percorso diagnostico omogeneo per tutto il territorio regionale con riferimento agli elementi precisati nell’art 3 comma 1 e 2 dell’accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012.

 

Ritenuto, conseguentemente, di non individuare al momento alcun soggetto da accreditare per il rilascio della diagnosi e della certificazione, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2 dell’accordo e di demandare a successivo provvedimento della Direzione Sanità la revisione del percorso diagnostico non rilasciato dal Servizio Sanitario Regionale.

 

Considerato che la Circolare n. 8 del MIUR del 6 marzo 2013, “evidenzia ... la necessità di

 

superare e risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle certificazioni ... adottando

 

comunque un piano didattico individualizzato e personalizzato nonché tutte le misure che le

 

esigenze educative riscontrate richiedono”.

 

Dato atto che le disposizioni contenute nel presente provvedimento dovranno essere adottate a partire dall’anno scolastico in corso con riferimento alle situazioni nuove.

 

Rilevato che gli interventi di cui al presente provvedimento sono attuativi dei Programmi Operativi per il triennio 2013-2015, approvati con D.G.R. n. 25-6992 del 30.12.2013, Azione 14.4.6 recante “Assistenza territoriale a soggetti minori” e costituiscono presupposto necessario per la realizzazione dei risultati ivi programmati, in particolare per l’adozione dei provvedimenti che prevedono la definizione di modalità uniformi per la presa in carico dei disturbi neuropsichiatrici in età evolutiva entro il 30.06.2014.

 

Rilevato altresì che i Programmi Operativi 2013-2015 di cui sopra sono stati approvati, ai sensi dell’art. 15, comma 20, del DL. n. 95/2012 – convertito, con modificazioni, in legge n. 135/2012 – in esito alle valutazioni emerse in sede di tavolo ministeriale di verifica sull’attuazione del Piano di Rientro 2010-2012, approvato con DD.G.R. nn. 1-415 del 2.08.2010, 44-1615 del 28.02.2011 e 49- 1985 del 29.04.2011, e la loro attuazione costituisce condizione necessaria per non compromettere l’attribuzione, in via definitiva, delle risorse finanziarie, in termini di competenza e di cassa, condizionate alla piena attuazione dello stesso PRR.

 

Vista la legge 170/2010; vista la D.G.R. n.18-10723 del 9 febbraio 2009; vista la D.G.R n. 13-10889 del 2 marzo 2009; vista la D.G.R n. 34-13176 del 1 febbraio 2010; vista la D.D. n. 547 del 21 luglio 2011; visto l’accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012; visto l’Accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013; vista la L.R. 21/2007; vista la Circolare MIUR n.8 del 6 marzo 2013;

 

la Giunta regionale, a voti unanimi espressi nei modi di legge,

 

delibera

 

-di approvare lo schema di protocollo di intesa allegato alla presente deliberazione (Allegato 1), di cui costituisce parte integrante, fra Regione Piemonte Direzioni Sanità ed Istruzione, formazione professionale e lavoro, e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, che recepisce l’accordo Stato/Regioni del 25 luglio 2012 sopra citato e definisce un percorso finalizzato all’avvio dell’iter diagnostico di DSA entro sei mesi, a decorrere dall’anno scolastico in corso attraverso la sottoscrizione congiunta da parte di scuola e famiglia di una scheda descrittiva delle abilità scolastiche, utile ad attestare gli interventi posti in essere da parte della scuola, il cui schema è allegato alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante (Allegato 2);

 

-di approvare l’Allegato 3) parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, per le finalità descritte in premessa;

 

-di dare atto che l’adozione del presente provvedimento comporta la modifica, per quanto concerne i DSA, delle DD.G.R. n. 18-10723 del 9/2/2009, n. 13-10889 del 2/3/2009 e n. 34-13176 del 1/2/2010;

 

-di dare mandato agli Assessori alla Tutela della Salute e Sanità, Edilizia sanitaria, Politiche sociali e per la Famiglia, all’Istruzione, Sport e Turismo ed alla Formazione Professionale e Lavoro a sottoscrivere il predetto Accordo, autorizzando sin d’ora modifiche non sostanziali che si rendessero necessarie;

 

-di istituire, in ogni ASL il Gruppo Disturbi Specifici di Apprendimento (GDSAp) deputato alla gestione del percorso diagnostico secondo la composizione e nei tempi stabiliti così come descritto in premessa;

 

-di dare mandato alla Direzione Sanità di adottare con successivi atti la definizione del percorso diagnostico omogeneo per tutto il territorio regionale con riferimento agli elementi precisati nell’art 3 comma 1 e 2 dell’accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 nonché della revisione del percorso diagnostico rilasciato da soggetti privati;

 

-di ritenere di non individuare soggetti accreditati per il rilascio della diagnosi, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2 dell’accordo;

 

-di dare atto che la presente deliberazione non comporta oneri di spesa per il bilancio regionale.

 

La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 61 dello Statuto e dell’art. 5 della L.R. n.22/2010.

 

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