Per non perdersi tra le parole

Notizie dal mondo dei disturbi specifici di apprendimento.

Per non perdersi tra le parole

Messaggioda LauraGargioni » lun dic 02, 2013 3:01 pm

Il Corriere della Sera del 01-12-2013

Per non perdersi tra le parole

Leggere è una delle caratteristiche più specifiche e cruciali dell'essere umano. Ma per una persona su dieci è molto difficile riuscirci: succede a chi soffre di dislessia, un disturbo del linguaggio che non incide affatto sull'intelligenza né su altre capacità (la lista di dislessici famosi e di successo è lunghissima), ma rende faticoso arrivare in fondo a una pagina e può trasformare la scuola in un calvario. Come aiutare i dislessici a superare le difficoltà? OggiAggiungi un appuntamento per oggi le possibilità sono parecchie, grazie alle nuove tecnologie e non solo. Una recente ricerca pubblicata su PlosL one , ad esempio, mostra che gli e-reader (ovvero, i vari strumenti di lettura elettronici) potrebbero rivelarsi utilissimi per questi soggetti: i ricercatori hanno sottoposto a un centinaio di ragazzi delle scuole superiori con diagnosi di dislessia brani da leggere su carta o su un supporto elettronico, misurando la velocità di lettura e la capacità di comprensione del testo. Proprio chi aveva maggiori difficoltà nella lettura riusciva a comprendere meglio i testi usando lo strumento elettronico. Il «trucco», come spiega il coordinatore della ricerca Matthew Schneps dell'Università di Harvard, è usare caratteri abbastanza grandi da far sì che ogni linea di testo contenga poche parole. «Gli e-reader possono essere configurati in modo da ridurre i parametri che rendono complessa la lettura a un dislessico: secondo molte teorie, ad esempio, il disturbo è connesso a deficit nell'attenzione visiva e a uno scarso controllo oculomotorio osserva Schneps . Diminuire il numero di parole per ogni riga, da un lato "guida" meglio l'attenzione riducendo le distrazioni, dall'altro riduce lo "sforzo" dello sguardo nel seguire il testo; inoltre è meno confondente, perché consente di visualizzare solo poche frasi per volta e di non "perdersi" fra le parole, come accade più facilmente nella pagina scritta». Anche la vecchia carta stampata può diventare più «amica» di chi è dislessico, basta avere alcune accortezze. Una ricerca franco-italiana, ad esempio, ha dimostrato non molto tempo fa che una scrittura ben spaziata consente di dimezzare gli errori e aumentare del 20 per cento la velocità di lettura. I dislessici, infatti, sono molto sensibili al cosiddetto «affollamento percettivo»: se le lettere sono troppo vicine, si confondono e all'occhio del dislessico si «mascherano» le une con le altre, per cui aumentare gli spazi fra loro rende il testo molto più agevole da scorrere. Anche i caratteri scelti, la carta e l'impaginazione possono fare la differenza. In Italia una casa editrice, la Biancoenero , utilizza un carattere particolarmente chiaro in cui anche le lettere speculari non si confondono fra loro, la carta è color crema per non stancare la vista, i paragrafi sono ben distanziati. Tutti accorgimenti, questi, che fanno leggere meglio i dislessici. Che è come dire farli leggere di più: un libro che una persona senza questo disturbo finisce in un paio di giorni, per un dislessico può diventare un «incubo», che dura settimane e settimane.
LauraGargioni
 
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