Dsa e Genitori

Notizie dal mondo dei disturbi specifici di apprendimento.

Dsa e Genitori

Messaggioda LauraGargioni » dom dic 22, 2013 9:07 pm

Il benessere nei bambini con disturbi specifici dell’apprendimento e nei loro genitori: uno studio pilota con il Questionario sul Benessere Scolastico - versione per genitori. Ricerche di psicologia, n° 4. Anno 2011. Pag. 499-517
Autori: Valentina Tobia & Gian Marco Marzocchi


Gli adulti che entrano quotidianamente in relazione con bambini e ragazzi con difficoltà d’apprendimento, come i loro genitori e insegnanti, si rendono conto di come gli ostacoli che essi incontrano a scuola li porti spesso a essere demotivati, disinteressati e, talvolta, ad evitare il più possibile i compiti scolastici, per non avere frustrazioni e non rischiare l’insuccesso. Questo malessere del bambino o ragazzino, che talvolta viene etichettato come "pigrizia", può "contagiare" gli adulti che lo affiancano, in particolare i suoi genitori. Essi sono infatti emotivamente coinvolti nelle fatiche del figlio, e affrontano con lui anche gli aspetti pratici e organizzativi associati a queste fatiche, soprattutto nel momento pomeridiano dei compiti.

Gli esperti si sono talvolta occupati, oltre che degli aspetti cognitivi, anche delle difficoltà di natura emotiva degli alunni con difficoltà d’apprendimento, sia che si tratti di disturbi specifici (DSA) sia che si considerino difficoltà d’apprendimento più generali, associate anche ad altre problematiche. Ad esempio, Moè e colleghi* hanno descritto un tipico quadro di bambino con difficoltà d’apprendimento, quando confrontato con un coetaneo senza difficoltà, mettendo insieme i risultati di diversi studi internazionali: il bambino che fa fatica ad imparare presenta un’idea di sé più negativa, un’autostima più bassa, è più ansioso e sente di avere meno supporto emotivo da parte degli altri. Non bisogna però pensare che tutti i bambini che hanno difficoltà ad apprendere, presentino questo quadro. E’ però più facile che questi bambini e ragazzi vivano meno bene la scuola, e abbiano un minor livello di benessere scolastico.

La ricerca che presentiamo, analizzando le risposte date da genitori di bambini e ragazzi con e senza DSA, ha avuto questi risultati.

1) i genitori di bambini e ragazzi con DSA, quando confrontati con genitori di ragazzi con sviluppo tipico, hanno livelli più bassi di benessere personale e percepiscono nei loro figli difficoltà emotive legate alle attività d’apprendimento e all’ambiente scolastico. Inoltre danno una valutazione tendenzialmente negativa del rapporto scuola-famiglia. Non sono state invece evidenziate differenze significative nelle difficoltà comportamentali osservate nei propri figli.

2) Il livello di gravità delle difficoltà del figlio con DSA, valutata considerando il numero di disturbi in comorbilità, non è legata al malessere esperito dai genitori o percepito nei propri figli. Quindi, il malessere non sembra aggravarsi nei casi in cui le difficoltà d'apprendimento sono più severe.

3) I genitori di ragazzi con DSA che hanno usufruito o stanno usufruendo di un trattamento (trattamento logopedico, sostegno psicologico, etc.), percepiscono una relazione scuola-famiglia più collaborativa. Sembra quindi che la presa in carico da parte di uno specialista aiuti i genitori a vedere in modo più positivo la relazione con gli insegnanti.

I risultati di questa ed altre ricerche, che identificano difficoltà di tipo emotivo nei bambini con DSA, non devono scoraggiarci, ma vanno utilizzate per orientare la nostra attenzione, allargandola a diversi aspetti della vita scolastica dei bambini e ragazzi. Queste conoscenze ci invitano a non perseguire solo il miglioramento delle loro competenze di lettura, scrittura, matematica, etc., ma anche a favorire un contesto relazionale in cui il bambino si senta supportato, compreso e pienamente accettato, al di là di come e quanto apprende. Questo clima va a favorire, insieme agli interventi svolti per aiutare il bambino negli apprendimenti, il benessere nell’ambiente scolastico. A sua volta, in un noto circolo virtuoso, il bambino che si sente bene a scuola tenderà ad approcciarsi ai compiti scolastici con più interesse e meno paura, gioirà dei suoi successi e reagirà meglio agli insuccessi. Questo a sua volta migliorerà il momento dei compiti a casa, i genitori risulteranno meno stressati e di questo beneficerà tutto il nucleo famigliare.

Valentina Tobia

Psicologa

* Moè, A., De Beni, R., & Cornoldi, C. (2007). Difficoltà d’apprendimento: Aspetti emotivo-motivazionali. In C. Cornoldi (a cura di), Difficoltà e disturbi dell’apprendimento (pp. 253-271). Bologna: Il Mulino
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