Il Tar boccia la scuola che ostacola studenti DSA

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Il Tar boccia la scuola che ostacola studenti DSA

Messaggioda LauraGargioni » gio apr 03, 2014 3:12 pm

Noi di AGIAD siamo da sempre sostenitori convinti nel'assumere un atteggiamento costruttivo per favorire il lavoro degli insegnanti con studenti DSA.
La nostra mission è proprio quella di evitare di giungere ad un braccio di ferro tra scuola e famiglia.
Crediamo nella condivisione delle strategie e soprattutto nel creare una rete di supporto sia per la scuola sia per la famiglia.
Sosteniamo che in presenza di diagnosi di DSA, la promozione non sia un “atto dovuto” ma il risultato di un processo di apprendimento efficace. Laddove la mancata applicazione della Legge 170/2010 non consente il superamento delle difficoltà specifiche e non porta l’alunno ad una condizione di parita’ con i compagni, riteniamo sia doveroso intervenire perche’ tutto cio’ venga rispettato.


A seguire un esempio di come la mancata osservazione della legge 170/2010 abbia reso necessario l’intervento del TAR in una scuola di Lodi sollecitata dalla famiglia di uno studente DSA.

Affetto da disturbo d’apprendimento: il Tar boccia la scuola che lo ostacola

La famiglia vince il ricorso: questo tipo di studente deve seguire metodologie didattiche personalizzate e gli esiti negativi di compiti in classe e delle interrogazioni svolti senza i supporti previsti dalla legge 170 del 2010 devono essere annullati:

Lodi, 3 aprile 2014 - «Gli studenti affetti da disturbi dell’apprendimento (dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia), devono seguire metodologie didattiche personalizzate e gli esiti negativi di compiti in classe e delle interrogazioni svolti senza i supporti previsti dalla legge 170 del 2010 devono essere annullati». Lo ha stabilito una sentenza del 12 marzo scorso emessa dal Tar di Milano dopo un ricorso presentato da un ragazzo di 14 anni che frequenta la prima di un istituto superiore del Lodigiano. Il verdetto condanna per la prima volta un istituto scolastico ed è destinato a fare giurisprudenza. I genitori dell’adolescente avevano depositato, molto prima dell’inizio dell’anno scolastico, tutta la documentazione sulle difficoltà del figlio. La scuola avrebbe dovuto attivarsi ad applicare la normativa. In realtà tre docenti hanno fatto ostruzionismo. Così alla fine del primo trimestre, il 14enne aveva tre insufficienze (mentre nelle altre materie i voti erano buoni). I genitori, con il supporto di Addl (Associazione dislessia discalculia Lodi), hanno dapprima tentato una mediazione con la scuola. Di fronte ai continui rifiuti, a febbraio si sono rivolti al Tar di Milano.
Il giudice ha obbligato la scuola ad approvare entro 15 giorni il Piano Didattico Personalizzato previsto dalla normativa e ad attuarlo retroattivamente. Dispiace che a 4 anni dalla legge, ci sia ancora ostruzionismo». Soddisfatta l’avvocato Caterina Bersani di Lodi che ha seguito il caso. «Non c’erano precedenti — afferma —. Siamo contenti anche per i tempi con i quali è giunta la sentenza. Il Consiglio di istituto ha già riconosciuto il 6 al ragazzo nelle tre materie. Gli accorgimenti che devono seguire le scuole non sono insormontabili: si tratta magari di consentire l’uso del registratore, della calcolatrice o di mappe concettuali in aula o nelle verifiche in classe.


di Tiziano Troianiello
http://www.ilgiorno.it
LauraGargioni
 
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