Profili dei bambini Dislessici italiani

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Profili dei bambini Dislessici italiani

Messaggioda LauraGargioni » mer giu 18, 2014 4:42 pm

I profili cognitivi dei bambini italiani con Dislessia Evolutiva
Valentina Tobia & Gian Marco Marzocchi
Università Milano-Bicocca


Pubblicato su: Reading Research Quarterly (2014)

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1 ... 7/abstract

Scopo dello studio
Lo scopo di questo studio è quello di analizzare i profili cognitivi e i punti di forza e di debolezza, nell’ambito delle competenze verbali e non verbali, di un gruppo di bambini e ragazzini italiani con diagnosi di dislessia.
Partecipanti alla ricerca
Lo studio ha coinvolto 32 studenti dislessici frequentanti dalla 3° classe della scuola primaria alla 3° classe della scuola secondaria di primo grado. Sono stati poi costituiti due gruppi di controllo: il primo comprendeva 64 bambini più giovani d’età (1° - 3° primaria) ma con pari velocità di lettura, e il secondo 64 bambini bilanciati per età cronologica.

Strumenti
Sono stati somministrati compiti di:
- Lettura di brano, di parole e di non-parole

Per l’area verbale:
- Conoscenza lessicale
- Metafonologia
- Denominazione rapida (RAN)
- Memoria verbale a breve termine

Per l’area visuo-attentiva:
- Ricerca visiva
- Memoria visiva
- Attenzione visuospaziale

Risultati principali
I bambini con dislessia, hanno mostrato mediamente un deficit nelle componenti di metafonologia, RAN e memoria verbale per l’area fonologica, di attenzione visuospaziale e memoria visiva per l’area visuo-attentiva. In particolare, le due componenti più compromesse erano quelle di metafonologia e denominazione rapida. In quest’ultima i bambini con dislessia hanno mediamente ottenuto un punteggio inferiore anche a quello del gruppo di controllo di bambini più giovani ma con pari età di lettura .
Dall’analisi dei profili dei singoli bambini con dislessia, è emerso che circa il 40 % di essi presentava difficoltà significative o valori borderline sia nell’ambito fonologico che visuo-attentivo, circa il 35 % solo nell’ambito fonologico e circa il 15 % esclusivamente nell’ambito visuo-attentivo. Due bambini non mostravano deficit in nessuna delle competenze prese in esame. Le difficoltà di lettura di questi bambini e ragazzi erano però simili, indipendentemente dalla tipologia di difficoltà riscontrate nell’ambito fonologico e/o visuo-attentivo.

Implicazioni
Considerando i diversi profili individuati in bambini con la stessa diagnosi e con simili difficoltà di lettura, emerge l’importanza, in sede di valutazione, di effettuare un’approfondita analisi delle competenze fonologiche e visuo-spaziali dei bambini, al di là del livello cognitivo generale e delle competenze funzionali di lettura, scrittura, calcolo. Solo attraverso la stesura di un profilo approfondito, è possibile programmare interventi che siano efficaci. Dalla letteratura sappiamo infatti che gli interventi sui processi di lettura non sono efficaci sul 100 % dei bambini; una parte di essi è resistente al miglioramento. E’ importante focalizzarsi sull’individuazione degli elementi che sono causa di questa resistenza. In generale, i risultati di questo studio indicano che è fondamentale ragionare in modo personalizzato e individualizzato anche nella progettazione di interventi svolti in ambito clinico, e non solo nell’ambito della didattica.

Inoltre, la conoscenza approfondita delle competenze fonologiche e visuo-attentive dei bambini con dislessia permette di avere una guida nell’individuazione degli strumenti compensativi che siano realmente utili al singolo bambino.

Infine, questo studio suggerisce che, in ortografie trasparenti come quella italiana, è importante considerare il compito di denominazione rapida, inserendolo anche nelle valutazioni di screening.

Valentina Tobia
valentina.tobia@gmail.com
LauraGargioni
 
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